Like A Nightmare

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Trama
view post Posted on 6/3/2007, 20:07Quote
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I n s a n e

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 14/12/2009, 19:20


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Titolo originale: Edward Scissorhands
Paese: USA
Anno: 1990
Durata: 105'
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: drammatico, fantasy, romantico
Regia: Tim Burton
Soggetto: Tim Burton, Caroline Thompson
Produzione: Caroline Thompson

Attori:
* Johnny Depp: Edward
* Winona Ryder: Kim
* Dianne Wiest: Peg
* Anthony Michael Hall: Jim
* Kathy Baker: Joyce
* Robert Oliveri: Kevin
* Conchata Ferrell: Helen
* Caroline Aaron: Marge
* Dick Anthony Williams: Agente Allen
* O-Lan Jones: Esmeralda
* Vincent Price: L'inventore
* Alan Arkin: Bill
* Susan Blommaert: Tinka
* Linda Perri: Cissy

Fotografia: Stefan Czapsky
Montaggio: Colleen Halsey, Richard Halsey
Effetti speciali: Stan Winston
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Bo Welch

"Una volta, tanti e tanti anni fa, viveva in quel castello un inventore, e tra le tante cose che faceva, si racconta che diede vita ad un uomo. Un uomo con tutti gli organi: un cuore, un cervello, tutto. Beh, quasi tutto. Perché, vedi, l' inventore era molto vecchio, e morì prima di finire l' uomo da lui stesso creato. Da allora, l' uomo fu abbandonato, senza un papà, incompleto e tutto solo"

Un eccentrico e anziano inventore vive da solo in un castello in cima a una piccola montagna. Passeggiando in mezzo alle proprie macchine, un giorno, ha l' intuizione di sfruttarne una per creare un essere umano vivo e vegeto. In poco tempo, quest' uomo riesce nel proprio intento, e chiama Edward il ragazzo a cui da la vita. Egli non è un cyborg, e nemmeno un insieme di carni rianimate, ma una persona vera scaturita dalla genialità dell'inventore eremita.
Mentre ultima le modifiche sull'insolito "figlio", l'inventore gli trasmette nozioni di galateo, di buona educazione, e di luoghi comuni. Una tragedia improvvisa, però, incombe su entrambi: il vecchio uomo muore prima di dare alla creazione un paio di mani, al posto delle quali ha un insieme di forbici molto taglienti.
Molti anni dopo, una rappresentante di cosmetici, Peggy, raggiunge il castello, che da tempo la incuriosisce. Superato lo spavento iniziale dovute alle sue insolite mani, Peggy porta a casa con sè Edward.
Il ragazzo incontra il marito e il piccolo figlio della gentile signora, con cui instaura buoni rapporti sebbene essi risultino un po' impacciati dalla sua presenza. Il giovane inizia presto a farsi strada come giardiniere, dando a piante e a siepi le forme di fantasia più originali.
Di ritorno dal campeggio in montagna, la figlia di Peggy, Kim, incontra questo insolito gentiluomo, da cui rimane impaurita, ma solo inizialmente. Seguiranno istanti in cui lei, anziché paura, proverà verso di lui imbarazzo. Il suo ragazzo, invece, Jim, figlio di un ricco uomo, vorrebbe approfittarsi della sua ingenuità e della sua gentilezza per mettere a punto un furto nella sua stessa casa.
Sempre più benvoluto e apprezzato come giardiniere e parrucchiere, Edward accetta di aiutare Kim, credendo solo di favorirli nel legittimo recupero di cose che alcuni ladri avevano loro rubato.
A sorpresa, la polizia irrompe nella casa, ma arresta solo Edward, poiché Jim è scappato trascinando con sè la riluttante Kim.
Rilasciato a seguito di un breve periodo di detenzione, Edward ritorna a casa di Peggy, ma la gente gli ha già voltato le spalle, ritenendolo non solo un diverso, uno storpio, ma addirittura un mostro spaventoso e incontrollabile.
Dopo aver ferito inavvertitamente Kim, Edward ha uno scontro con Jim, che ferisce a un braccio. Scappato nuovamente nel castello di suo padre, Edward si è deciso a concludere per sempre con gli uomini normali, ma viene seguito da Kim, l'unica a provare un sincero senso di colpa verso di lui.
Al castello giunge anche Jim, e la creatura ha con lui un nuovo scontro. Colto dalla rabbia, Edward infilza il giovane, uccidendolo. Decisa ad aiutarlo, Kim comprende che è meglio che lui rimanga nuovamente solo, come prima dell' arrivo della madre Peggy, e lo fa credere morto a tutti coloro che l'avevano prima amato e poi odiato.


P o i S o N Art Design. .{Dreamer} //uhm *-*
Stanza chiusa, principio di puro fastidio,..era notte..dipinsi la mia storia su una tela anormale..Lo scopo?..chiudere la mente..Scorreva, il pennello che crea la forma..Insana, rude, macchia comoda che confonde l’anima. Fragile, il silenzio di quell’ora..gelido come la neve. Lacrime cadevano dal cielo inquieto che urlava al mondo,correvano le gocce dietro quel vetro opaco..Intanto la mano controllava il pensiero, sinuosa accarezza la tela bianca; un brivido caldo scorre tra le mie vene,..dentro di me ora c’è il sole..Scorre invano del temporale, ride alla faccia della gente che non sa creare, Arriva spavaldo, e genera Arte..Muta la forme di un ambiente ostile, Congela le labbra di chi osserva..E donna sarà la mia visione Dal volto incerto..la bellezza di un sospiro..perfetta..Non è il passato..è illusione del domani..Nuda guarda nel nulla..aspetta..e sorride alla luna..Creata dall’illusione di uno stolto che attende..Manca poco lo sento..
 
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